Feb 9, 2005
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Un treno per dove

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Vorrei un biglietto per un posto
dove non ci sono i cani
poveri granelli di pepe
abbandonati in mezzo ad un’estate

un posto dove non ci sono vecchi soli
che amavano molto la moglie
e tengono i nipoti nel portafoglio
di foto ciancicate

dove gli uccelli tagliano l’autunno
e l’aria non si rompe in uno sparo
dove nessuno è un’isola
e l’anima non s’incarta nel denaro

dove la paura non passa più
nei nostri occhi di conigli
e non c’è piu da scavalcare nessun muro

dove i soldati tornano alle case
e si accovacciano coi figli
a colorare un cielo un pò piu largo di futuro

un treno per dove
il giorno non finisce
e il sole è un grido in mezzo al viso
nel mattino di un sorriso

un treno per dove
non arrivi il vento di follia
che gela il cuore
e che ci trascina via

un posto senza le borgate
calce e polverone
bucate da mille finestre uguali
che si mangiano la campagna

dove non c’è piu attesa
ma un lavoro da sputare nelle mani
dove il tempo inganna gli orologi
e questa corsa assurda per domani

dove le ombre corte dei bambini
non si fermano in un pianto
lasciate indietro dalla fretta degli adulti
dove tutti sono persone
e ognuno ha un sogno ed un pensiero suo soltanto
e un uomo non si piega con le botte e con gli insulti

un treno per dove
il mare è grano azzurro
e un saluto di gabbiani
sulle barche e tra le mani

un treno per dove
accenderai la luce
e sarai un bicchiere d’acqua
nelle notti dei miei guai

un treno per dove
libero e ribelle
correrò come un cavallo
sotto grappoli di stelle

un treno per dove
non ci sia lo spazio
per perderti di più
un treno per dove esisti tu

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La vita è adesso · Testi

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