Feb 9, 2005
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Signora delle ore scure

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Signora delle ore scure
pelle sfumata d’ombre in fuga dalla stanza
sugli occhi un guanto di luce
accarezzai l’idea di lei in lontananza
signora delle ore scure
dolci colline intorno a un muschio vellutato
misteri oltre le ciglia
furtivo come un gatto io mi son lavato

vecchio compagno che aspetto il mio animaletto
sono piu’ grande ho dormito piu’ di lei

e del suo cuore
chiuso in cantina
delle sue guancie
pane caldo della mattina

di quel suo viso
diamante puro
di quella schiena che le tiene l’anima
stretta al sicuro

ti succhierei per ore e piu’
cioccolatino nella bocca
senza mai mandarti giu’
signora delle ore dure amazzonica
adolescente nuca morbido sentiero
dove cammino i miei sguardi
a guardia del suo sonno immobile guerriero

signora delle ore dure caraibica
alba sbucciata odore aspro di un’arancia
le ragnatele del giorno
da allontanare via da lei con una lancia

ma c’e’ una lampada accesa no e’ solo il sole
solo di sole se riuscissi a vivere

dei suoi capelli
alghe del mare
di quei suoi occhi
olive dolci e mandorle amare

di quelle brune
nomadi dita
delle narici Dio le benedica e’ li’
che prende la vita

piccolo chicco di caffe’
tu non mi devi sempre credere
ma sempre credi in me

non voglio che tu sia un ostaggio
in questo disperato viaggio
l’agnello messo sull’altare
del mio villaggio di fumo
che tu sia solo un tatuaggio
su questo petto di selvaggio
un flipper preso per i fianchi
a farsi coraggio e uomo

fra quelle braccia
colme di seno
su quelle gambe
rami forti e umido fieno

sopra il suo corpo
preso ai pittori
su quella bocca che qualcuno le compro’
al banco dei fiori

e fu cosi’ lei dentro un sogno
lei stessa un sogno una vaghezza
io le invidiavo la purezza
dell’impossibile il suo cammeo

il musicista ritrovo’
la musica sua sola sposa
la musa allora ritorno’
al suo museo

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Oltre · Testi

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