Feb 9, 2005
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Le mani e l’anima

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che cos’era
un vigore denso nulla
forse un vento di preghiera roco
sotterraneo gli occhi morse il fuoco
di un’aurora boreale criniera
nella ruggine di capelli
acacie dalle mille foglie
lunghi omeri di uccelli piume
che bagnarono labbra argille fiume
di sudore malva e miele di selva

si gonfiarono nella pelle
vene di sentieri rossi
tra le alte erbe del sonno
fresco alito di gazzelle acerbe
nelle gambe respirai

scese rapide nella gola
acqua di saliva e schiuma
lungo collo di puledro
come un fulmine lacrima di cedro
dalla fronte mi asciugai

salvatemi
e liberatemi
ridatemi
le mani e l’anima
che vu campa’
sfamatemi
e dissetatemi
lasciatemi
le meni e l’anima

che cos’era
una vibrazione nuda
forse un’innocenza nera calma
di crepuscolo lamine di palma
le mie braccia di ambra scura corteccia

diventarono i miei nervi
antenne scosse di sciamani
svelti tendini di cervi rami
a scorgere i pensieri sciami
di locuste sogni d’aria i pugni

si serrarono contro i fianchi
caimani sotto il limo
giu’ nel sesso di ramarro
coscie d’ebano piedi come granchi
che fuggirono maree

e scattarono le caviglie
sulla rinoceronta terra
anima del mondo interi
si piantarono mistico mistero
radici della nostalgia

salvatemi
e liberatemi
ridatemi
le meni e l’anima
che vu parla’
sfamatemi
e dissetatemi
lasciatemi
le mani e l’anima
e io ci lasciai la mia africanima

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Oltre · Testi

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