Mar 24, 2004
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Sonoro perfetto: l’impianto regge bene il colpo da 40mila watt

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LIVORNO. Ore 21.15. Comincia il tam tam acustico. Le emozioni corrono alla potenza di quasi 40000 watt. Si sovrappongono. Si amplificano a colpi di canzoni che irrompono sulla scena come fulmini a ciel sereno. Sulla scena di un Palalivorno che per la prima volta debutta con Claudio Baglioni come contenitore di musica. "Dagli il via". E la musica va. Le note scorrono pulite, trasparenti: "L’audio è perfetto", dice soddisfatto il livornese Andrea Catalano. Conosce bene l’impianto. A montare tutto il carrozzone c’era anche lui, in qusti due giorni di preparazione: "Nessuno strumento copre l’altro. Nessuno strumento, soprattutto, copre la voce di Baglioni. Tutto è equalizzato". Due parole anche sulle casse utilizzate: "Si tratta di casse specializzate a semicerchio che garantiscono un audio uniforme nelle parti basse e in quelle alte. Con un impianto del genere i problemi di audio sono roba dell’altro mondo". Claudio Baglioni arriva direttamente al cuore della gente. L’acustica potente, ma allo stesso tempo delicata, niente toglie allo spettacolo. Anzi. L’impianto regge perfettamente il colpo. la prova del nove è superata. Parola di tutte quelle orecchie dritte e attente che da sempre seguono i Baglionishow in giro per l’Italia. "La qualità del sonoro è stata ottima", commenta la cuneese Paola Ferrero, alla sua decima tappa al seguito dell’intera tourneè "Crescendo" partita lo scorso ottobre. "Quella di Livorno è una delle migliori strutture che ho visto. Molto meglio di Montecatini. Pari a quella di Pesaro". Lei è seduta nel parterre. Ma l’opinione anche di chi è seduto ai piani alti, pardon negli anelli alti, non cambia: "Da quassù – aggiunge Diego Turtur, ventenne livornese – non abbiamo mai avuto problemi sonori. Lo stesso effetto luci è stato di grande impatto". E il palco ha dato problemi di visibilità? La risposta è no, a parte un piccolo appunto. Dall’alto migliaia di sguardi lo scrutano, in cerca anche di un solo sguardo del proprio beniamino "Forse – azzardano alcune persone sedute in piccionaia – se il palco era un pochino più alto sareebbe stato meglio per noi. Ma certo non è stato un problema". La neo struttura livornese ha fatto centro, quindi? Soprattutto la sa cupola rivestita in legno: "Il legno – commenta Giosè, uno dei tecnici del carrozzone baglioniano – è uno dei materiali maggiormente in grado di assorbire il suono e di rendere al meglio la musica. Prima di venire qua abbiamo fatto uno studio accurato sulla struttura, come di routine, ed eravamo sicuri che non ci sarebbero stati problemi. Siamo contenti della riuscita". Tutto liscio come l’olio, quindi nel D-day acustico del Palalivorno? Così è se vi pare. F.S.

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