Gen 9, 2009
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Sono pazzo? Certo, ma non scemo

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Una volta che hai messo piede nella sua casa milanese, non si torna indietro, sei sopra l’ottovolante, dentro una sua canzone. Sei l’Armando, uno che andava a Rogoreto, il barbone che purtava i scarp del tennis. Lascia a casa il grembiulino stirato e fresco di bucato, le tue mappe, la grammatica, il tuo manuale cartesiano. Intervistare Vincenzo Jannacci, detto Enzo, è come scalare il Nanga-Parbat in mutande e tacchi a spillo. E’ una spedizione nell’ignoto, una visita non guidata in un monastero bulgaro, dietro i passi di un monaco farfugliante, che dice e prega, tra sé e fuori di sé, cose incomprensibili.

[…]

Pensieri molesti a 73 anni?
«Mi ritrovo quasi sempre di buonumore. Mi sa che produco molta serotonina. Ho rischiato la depressione tanti anni fa… Quando sono malinconico sembro Claudio Baglioni, che per me è il più bravo di tutti… E’ un poeta nato, che consuma note, armonie, comunica cose di una bellezza straordinaria… Non lo sa neanche lui questo… In dieci parole sue trovi sei atmosfere poetiche. Questo modo di armonizzare che si mischia con la voce».

Più bravo di Vasco Rossi?
«Vasco è stratosferico. Ultimamente non canta più. Prende le note fondamentali e parla dove c’è questo suono. Sembra che lo mangi e invece…».

Fonte: www.lastampa.it

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