Nov 27, 2005
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Recensione di Naso di falco

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Fu il sogno di volare solitario, la solo dove il falco va…. Il falco che prima era un pulcino insicuro e incapace di affrontare i problemi, crescendo diventa capace di volare libero sempre più in alto, per lasciarsi indietro guerre, violenze, sciagure del suo mondo. E così anche un uomo che si è perso ed è stato sopraffatto dalla nostra terribile realtà, ha dentro di sé il desiderio di tornare a essere libero e guardare dall’alto il mondo che vive. E’ la sicurezza si acquisisce solo crescendo con la forza di affrontare mille pericoli…… L’uomo libero è paragonato al falco…..ma allora perché “naso” di falco? Tutto nascerebbe proprio dal naso di Claudio Baglioni, che come tutti sanno è ricurvo come il becco di un falco. Ma guardando oltre possiamo comprendere il vero confronto. Sono nominate nella canzone alcune delle violenze e delle catastrofi della storia mondiale recente, come la tragedia avvenuta ad un aereo nei cieli di Ustica, la fine della dittatura in Romania (Timisoara), Medellin capitale del traffico di droga, la catastrofe di Cernobyl, la mancanza d’acqua a Napoli, e la tragedia avvenuta nello stadio Heysel di Bruxelles nel 1985 nella finale di coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, dove morirono migliaia di persone. Mille aghi nella mente per l’uomo-falco che deve salvarsi per spiccare il volo. Musicalmente è articolata in due strofe. Il ritornello ha due frasi chiave, “Naso di falco a becco in su….” e “Mille aghi nella mente…” ed è molto orecchiabile. “Naso di falco” è rimasta legata al periodo di “Oltre”, ma i suoi ammiratori non sono pochi proprio perché è uno dei tanti inni di Claudio alla vera libertà.

Recensito da: Marco Cucaio

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