Ott 2, 2007
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Parlar d’altro con la musica

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Chiuso nella notte (con i fuochi artificiali che scoppiettavano sul mare alle 1,15 , e una folla da Ferragosto sulla spiaggia) il quinto “O’ Scià” raduna e precisa limiti e vantaggi di una operazione così ambiziosa come questa: la diplomazia della musica al servizio della causa di un trattamento umano per le persone che sfidano il mare in cerca di un futuro e di una dignità. Claudio Baglioni è diventato un buon diplomatico, uomo davvero da feluca. Con la compagna Rossella ha stretto i giusti rapporti con la politica che si affaccia sul Mediterraneo, e l’ha motivata e spronata verso mete nobili (sperando che duri).

Claudio Baglioni però non può esser dappertutto, dietro e davanti le quinte, come pare qui ormai indispensabile. E’ pur sempre un uomo anche lui. Che cosa avrà preparato di più: i colloqui, o i concerti? Forse i colloqui, alla fine.

Artisticamente parlando, la tre giorni è stata piuttosto debole. Lasciamo stare i nomi roboanti, la Lauretta Pausini che ha acceso la folla e detto anche cose sensate, il Roy Paci che ha abbagliato con la sua tromba nervosa, il Britti che alla chitarra da solo è un portento. Adesso ci sarà la carica dei Baglioniani, aiuto. Però l’ambizione di lanciare dei talenti da questo palco sempre più grande sul mare, è sembrata eccessiva. Senit e Appassionante, una ragazza e un gruppo femminile, non hanno fatto sobbalzare (anzi).

E poi i duetti. Aiuto. Sembrava a tratti di stare sul palco ying e yang di Pavarotti&Friends. Il punto più basso è stato su “E tu come stai”, con Mario Biondi: roba da BigLuciano più B.B.King, per intenderci. Biondi da solo, invece, bravissimo (e anche Baglioni da solo eh, ci mancherebbe). Ma, per dire, meglio l’improvvisazione senza fili e divertita di Bonolis cantante, più aderente allo spirito della manifestazione.

E, a proposito di spirito della manifestazione, raccontare il palco non è facile se si sta – come noi – alle spalle del medesimo, senza un monitor, con il vento che porta via le parole, circondati di gente che “vaeviene”; raccontar le ragioni è difficile, se un servizio d’ordine almeno brusco impedisce ogni movimento e avvicinamento agli ospiti. Confesso che le serate sono state mediamente sfilacciate e a tratti noiose. Meglio meno ospiti, meglio un “O’ Scià” più corto. O no?

Fonte: www.lastampa.it

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