Nov 11, 2003
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Le star della musica sono dei simboli

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ROMA – «Un giorno dovremo ammetterlo: le star della musica sono dei simboli, coi loro comportamenti hanno delle responsabilità sul mito che si è creato attorno all’assunzione delle droghe» dice Claudio Baglioni. Sa benissimo di contrapporsi a una linea largamente predominante nel suo mondo e che si è concretizzata l’estate scorsa nell’appello contro il probizionismo firmato da illustri colleghi come Vasco Rossi, Ligabue, Jovanotti, Paolo Conte, Lucio Dalla. Eppure, Claudio non ha timori: «Credo che tra droghe leggere e pesanti ci sia una differenza e bisogna farlo sapere. Ma non per chi spaccia, perchè si approfitta sempre delle debolezze altrui. Comunque, in generale, sono contrario all’idea di sballo. Credo che non ce ne sia bisogno: nella vita c’è già tanta adrenalina». Cinquantadue anni, trentacinque spesi nella musica, Baglioni vuole passare per un artista normale. É sempre stato così, ha raccontato ieri sera nel salotto di Maurzio Costanzo. Uno show divertente di un’ora e mezza di musica, ricordi, riflessioni, incontri. Perfino con il cantante che lo superò al suo primo concorso, a Centocelle, Marcello Molu. Non si vedevano da trent’anni i due. Hanno finito per duettare su Yesterday dei Beatles, la canzone che entrambi avevano presentato a quel concorso. Era così, Claudio, anche quando, occhiali neri e l’aria sofferta lo chiamavano Agonia e girava con gli amici di quartiere: Er galleggiante («soprannome guadagnato perchè faceva l’idrualico») e Er Sommo («perchè aveva la testa a sommergibile»). Ora sta di nuovo per mettersi in pista, cinquantadue date per Palasport in tutt’Italia (si parte il 21 da Torino, si fa tappa al Palalottomatica dell’Eur il 26 febbraio). Uno show (titolo Crescendo ) diverso da quello colossal dell’estate, più raccolto, con maggiore spazio alle canzoni dell’ultimo disco, Sono io l’uomo della storia accanto, ma ampio spazio alla propria autobiografia. In più un obiettivo: «Non credo che la carriera di cantautore possa durare più di 35, 40 anni». E poi? «Poi basta, si deve fare altro. Ecco perchè sto per laurearmi in architettura. Data prevista: il 7 febbraio». Ma, siccome per quei giorni Claudio sarà ancora in tour, è possibile che la laurea slitti di qualche mese. Infine Sanremo, tema inevitabile: «Parteciparvi per me sarebbe una retrocessione» spiega Baglioni. Quanto al Festival di quest’anno il suo consiglio è che «ci vorrebbero Einstein o Leonardo per organizzarlo bene».

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