Giu 9, 2007
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La notte delle stelle della musica

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C’era quasi tutto il Gotha della musica pop italiana, l’altra sera all’Auditorium Pio: l’occasione era la consegna dei Wind Music Award, il nuovo (e griffato) premio gemellato con gli sciccosissimi Brit Awards. La serata (andrà in onda in prime time il 14 giugno su Italia Uno) è stata presentata da una Cristina Chiabotto in gran forma (a parte la pronuncia di "Sergent Pepper" trasformato in "Pipper"), coadiuvata da Ambra Angiolini (spassosa l’incomprensione con Baglioni, che si allontanava dal palco mentre lei lo richiamava a gran voce), da un Giancarlo Giannini elegante per contratto (impagabile il duetto con Rutelli per l’omaggio all’assente Morricone, definito «l’artista italiano più suonato al mondo») e a un Panariello lustrato a dovere, che ipotizzava che la tenuta vocale del "divo Claudio" originasse «da un compressore nascosto sotto quella giacca sempre così lunga»).

A parte gli interventi filmati (occhio a Fiorello e Verdone), i big erano lì, in carne ed ossa: tranne il solito Vasco (è come il Nanni Moretti delle feste), Renato Zero (provava lo show di domani a San Siro) e Laura Pausini (in decompressione all’estero dopo il concertone milanese). Tra gli altri, ecco Tiziano Ferro, sempre più talentuoso («Vado poco in tv, stasera sono qui per confondermi con quelli bravi») e Zucchero, che aveva fatto stranire l’ex produttore Michele Torpedine per le dichiarazioni sulla "scoperta" di Bocelli; Gianna Nannini che proclamava la forza trainante delle donne nella prosperità del settore discografico («Abbiamo le ovaie»), Biagio Antonacci in riscaldamento per la soirée al Meazza, e Nek che già pensa alla notte di ottobre in cui farà da supporter agli amati Police.

Tra palco e backstage, magnifica e taciturna Elisa, mentre Antonello Venditti annunciava orgogliosamente l’uscita a novembre del suo prossimo album: «Il titolo? È segreto, voglio tutelarlo. Tante mie canzoni hanno dato il nome a film o trasmissioni, da "Buona domenica" a "Notte prima degli esami" a "Ricordati di me", senza che i miei diritti fossero garantiti». Omaggiato da tutte le star il virtuoso pianista Giovanni Allevi, fresco reduce da un altro trionfo al Blue Note di New York, che accompagnava al piano la lettura (di Giannini) di una poesia di Ligabue. Lui, Luciano, non aveva troppa voglia di esibirsi. Però, agli amici, confidava le malinconie da Fantacalcio: «L’anno scorso mi sono preso in squadra Vucinic. E non ho vinto mai». Ste.Man.

Fonte: www.iltempo.it

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