Ago 31, 2006
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Il presidente Cuffaro difende Baglioni

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“Lampedusa, estremo lembo di terra italiana nel mare Mediterraneo, proiettata verso il continente africano, deve essere riconosciuta come il paradiso che è, luogo di vacanze e divertimento, e anche un luogo simbolo di speranza, di vicinanza e amicizia fra i popoli, un luogo di incontro, tolleranza e comprensione che non può essere trasformato nell’immaginario collettivo solo nella piattaforma per gli sbarchi di tanti disperati alla ricerca di una vita migliore”.

Lo dice il Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro che prosegue: “In questo contesto va inquadrato il nostro sostegno a O’ Scià e l’amichevole vicinanza a Claudio Baglioni che a sua volta si impegna per quel territorio”. O’Scià è il Festival che Claudio Baglioni organizza da quattro anni sull’isola di Lampedusa.

“Sorprende leggere su alcuni giornali note e commenti ingenerosi nei confronti di Claudio Baglioni – dice il Presidente Cuffaro – additato quasi come una brutta copia di se stesso, come un uomo che salta all’improvviso al di là del fosso”.

“Sono considerazioni che non comprendo e mi lasciano sorpreso – prosegue Cuffaro – Quello che Baglioni sta facendo a Lampedusa lo fa insieme alla Regione Siciliana – prosegue Cuffaro – si tratta dell’impegno di un artista straordinario che tutta Italia e non soltanto, conosce bene. Un impegno profuso da un cantante, insieme all’amministrazione regionale, con l’intento di costruire qualcosa di positivo. Non credo che si possa considerare questa come una attività di destra o di sinistra, non credo che l’intera attività dell’artista possa essere etichettata in questo o in quel modo”.

“Certamente un cantautore noto ed apprezzato come lui non ha bisogno di cercare pubblicità. Non ha bisogno di un articolo in più su un giornale. Dunque il suo impegno non nasconde alcun interesse recondito, ma la volontà di esserci, una grande voglia di partecipazione ad un processo di sviluppo e di crescita, il volersi spendere per un territorio. Impegni apprezzabili, idee condivisibili e iniziative chiaramente apartitiche ed apolitiche”.

“Da sempre la musica, essendo una vera e propria lingua emozionale, raggiunge i popoli senza distinguere l’ebreo dal musulmano, il cattolico dal protestante, il bianco dal nero, il giallo dal rosso, il sassone dal gallico. Rappresenta un momento di incontro universale. Baglioni può farsi avanguardia di artisti come messaggeri di pace, di unità e di incontro”.

“Quello che si sta facendo a Lampedusa – conclude Cuffaro – lo si fa per costruire momenti di incontro, per far si che su quell’isola continui a vivere la speranza, si costruisca la pace di oggi e quella di domani”.

 

Fonte: www.assud.it

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