Feb 19, 2004
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«Crescendo» con voi di Claudio Baglioni

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Non è facile, per chi fa questo strano mestiere, sentirsi a casa. Trentacinque anni di camere d’albergo e città che sfiori appena, di notte, e alle quali devi dire addio quando non hanno ancora riaperto gli occhi, non aiutano. Non è facile, ma a volte succede. Ad Andria è così. Forse perché sento il richiamo forte di questa terra di confine, attraverso la quale il Mediterraneo apre le sue porte a ospitare nuove culture, ad arricchirsi di nuove idee e nuovi linguaggi. Forse anche per questo, ho pensato di portarmela dietro una casa: per ricambiare la vostra ospitalità, aprirvi le sue porte e abitarla insieme a voi, per una notte almeno, nella speranza che domattina, quando – col primo sole – sorgerà, ancora una volta, l’ora della distanza, ci conosceremo un po’ meglio e il distacco peserà meno del piacere di essere stati insieme e del desiderio di ritrovarci ancora. Quella che mi porto dietro, non è solo la casa dei musicisti, dei collaboratori, dei tecnici, di questa grande famiglia allargata che è il popolo che fa vivere un tour, ma la nostra casa, la casa dove sono nate e risuonano le parole e le note che ci hanno accompagnato in questo lungo tratto di strada, «Crescendo» fianco a fianco, giorno dopo giorno. E il senso di questo nuovo progetto è proprio in questo palco/casa che è, allo stesso tempo, simbolo e teatro delle stagioni nelle quali questa nostra piccola storia va in scena. Quattro piani, uno per ciascuno dei momenti importanti che hanno scandito questa vicenda: l’energia disordinata e graffiante della «cantina», dove si respira l’emozione sgrammaticata, ma intensissima, degli esordi; il «soggiorno» della maturità, dove prende forma il lento lavoro di riflessione e costruzione delle atmosfere; la «terrazza» sulla quale si trascorrono le notti insonni che accompagnano la vigilia di ogni gran giorno; il «palco» vero e proprio, dove si libera tutta l’adrenalina dello show. È tra queste pareti, nella geometria familiare degli oggetti che arredano la nostra quotidianità, che abita l’uomo che indossa il mio viso e risponde al mio nome, circondato dalle note e dalle parole che ha raccolto lungo la strada e cucito insieme, con l’ambizione di regalare un pensiero, un’emozione, un piccolo sogno. Ma «Crescendo» non è solo la piccola storia della mia vicenda personale. È la storia di una crescita comune, del magico cortocircuito che si crea quando la musica che scende dal palco incontra e si fonde con quella che sale dal pubblico. Quando attori e spettatori si danno appuntamento, per unire la loro parte di sogno e dar vita un sogno più grande, liberando una febbre che non somiglia a nient’altro; che rapisce, stordisce e non ci lascia mai così come ci trova. Una febbre che è la qualità più forte di questo incontrarsi e che – come la nostra passione – sta ancora «Crescendo». Ma «Crescendo» è anche un viaggio. Un viaggio nel passato, nel presente, nel futuro. Un viaggio che, giorno dopo giorno, deposita in me una piccola, ma solida, certezza: che la sua qualità migliore siano proprio i compagni di strada. Per questo non vedo l’ora di aprire stasera le porte di questa casa ai compagni di strada di Andria, per specchiarci gli uni negli altri, scambiarci occhi e voce, e gustare, insieme, il sapore autentico, intenso e appassionante che solo le cose fatte in casa sanno avere. Con l’augurio che nella vostra vita, passione ed emozione non manchino mai e che la voglia di sognare sia sempre di casa, così come mi sento di casa io, ogni volta che posso dividere una notte di note insieme a voi.

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