Gen 24, 2006
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L’architetto Baglioni corregge Isozaki

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L’architetto Claudio Baglioni «corregge» il progetto del Palaisozaki, il palasport olimpico nato dalla collaborazione tra i suoi più famosi colleghi il giapponese Arata Isozaki e l’italiano Pier Paolo Maggiora.

Il cantautore, che si è laureato nel 2004 con una tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma (108 su 110), non si è messo certo a tracciare nuove linee o a rifare i calcoli. Sono stati i suoi «scarichini», cioè gli addetti al trasporto della strumentazione, a scoprire il difetto e a costringere l’Agenzia 2006 a correre ai ripari.

Una delle opere architettoniche più ammirate di Torino 2006 aveva un piccolo problema, l’inclinazione della rampa di accesso agli spazi di carico e scarico di materiale. Una questione di pochi centimetri che però rendeva impossibile ai camion a quattro assi di accedere alla zona riservata al trasbordo del materiale per gli allestimenti.

Tutto è successo il 20 dicembre quando il compositore ha cantato in anteprima l’inno ufficiale dei Giochi invernali intitolato «Và». Ospite d’onore della serata proprio l’architetto giapponese. Ad assistere al concerto gratuito migliaia di persone entusiaste. Un successo.

I problemi, infatti, li hanno avuti i componenti della crew, o se preferite quelli che in gergo si chiamano scarichini. Il loro camion a 4 assi, infatti, è rimasto incastrato in una sorta di nel pianerottolo realizzato per rendere meno ripida la discesa della rampa di sette metri.

Il risultato? Con grande fatica gli scarichini sono riusciti a sbloccare il lungo camion e a riportarlo in superficie. Poi hanno tirato giù le casse, gli altoparlanti e le flyer case, le valigie che proteggono i viaggi degli strumenti musicali, e le hanno trasportate a piedi fin dentro l’impianto sportivo.

Mario Piovano, vicedirettore dell’Agenzia 2006, spiega: «L’organizzazione del concerto di Baglioni e i test event sono serviti per verificare eventuale carenze o difetti causati dalla progettazione e dalla successiva realizzazione. In questo caso abbiamo provveduto a ridurre l’angolatura del pianerottolo rendendo così possibile il transito dei camion a quattro assi».

Tutto a posto, allora, in vista delle gare di hockey che si svolgeranno durante le Olimpiadi e, soprattutto, per il postolimpico. L’impianto, infatti, dovrebbe essere usato per l’organizzazione di grandi eventi sportivi e culturali con un numero di posti variabile da seimila a 14.500.

Lo permette, infatti, il sistema delle tribune mobili e la possibilità di modificare l’assetto della quota del campo da gioco che permettono differenti ipotesi di utilizzo, dalle gare di basket a quelle di atletica indoor, da concerti a kermesse elettorali.

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