Nov 28, 2007
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Città interetnica, seminario di Baglioni

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Un bilancio dell’esame di abilitazione alla professione di architetto degli ultimi anni come pretesto per discutere del futuro delle città e di quello di Napoli, in particolare. Con questo spirito i membri della commissione del 2005-2007, guidati da Michele Cennamo, ordinario alla Federico II, hanno organizzato la mostra-convegno “idee di architetture del dialogo per la città interetnica”. I migliori lavori sono esposti da ieri e fino al 2 dicembre nel chiostro di Santa Maria La Nova a Napoli. E proprio per inaugurare la mostra si è tenuto un convegno, che ha visto coinvolti i più diversi attori interessati al tema, tra cui Claudio Baglioni, non nelle sue vesti più note di cantante, quanto in quelle di architetto e ideatore della Fondazione O’scià, che si occupa da 5 anni dello scottante tema dell’immigrazione clandestina.

Il presidente dell’Acen, Ambrogio Prezioso ha parlato della necessità di ragionare per Napoli in termini di “area vasta”, laddove il prg ha una “vision” troppo ristretta. Prezioso ha messo poi il dito in una piaga dolente per Napoli: siamo tra i primi in quanto a proposte, ma ultimi in attuazione. “C’è il modo di essere ottimisti”, ha proseguito, “ma solo se impareremo a coinvolgere di più e meglio il capitale privato”.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Paolo Pisciotta ha riproposto un’antica battaglia dell’ordine partenopeo, quella per la qualità dell’architettura attraverso l’utilizzo del concorso. L’architettura di qualità, infatti, come evidenzia il caso Bilbao, può costituire un importante volano per l’economia.

Per Benedetto Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura della Federico II, bisogna trovare un equilibrio tra integrazione e rispetto delle diverse ‘culture dell’abitare’”. E, a tal proposito, un bilancio della situazione dei Campi nomadi dell’area napoletana l’ha tracciato Marco Nieli, dell’Opera Nomadi, complimentandosi con gli organizzatori del convegno per la sua attenzione al tema della “progettualità dell’accoglienza”.

Fonte: www.denaro.it

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