Feb 15, 2006
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Baglioni ispira gli Archi Romani

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“Uno schiocco e… patapan! Al galoppo e all’avventura…” sono le parole della struggente, straordinaria canzone dedicata da Claudio Baglioni ai ricordi dell’infanzia e al padre, recentemente scomparso, che lo spronava al galoppo di un improvvisato “cavallo”, ricavato da un legno inarcato.

“Patapan” è, appunto, quella voce di bambino che riproduce il rumore della cavalcatura; un suono e un’immagine che si coniugano perfettamente con lo sprint di un galoppatore lanciato in rettilineo.

Impossibile, per gli allevatori romani Paolo ed Emma Agostini, resistere alla tentazione di attribuire questo nome a uno dei più promettenti purosangue della scuderia Archi Romani, di cui sono proprietari da un trentennio.

Proprio Claudio Baglioni, di cui Agostini ha sposato la cognata, con le sue canzoni, è legato alla nomenclatura di tutti i cavalli dell’allevamento, ad eccezione di Pappa Reale, la cavalla che diede il via alla loro carriera di allevatori, peraltro trasmessa da una antica passione di famiglia. “Claudio, con la sua enorme produzione, non ci ha fatto mancare gli spunti: siamo andati da Avrai a Signora Lia a Naso di Falco a Cuore di Aliante. Nel mettere i nomi possiamo sbizzarrirci, attenendoci al limite massimo di 18 caratteri e senza citare nomi propri, per i quali occorrerebbe una specifica autorizzazione. Attualmente – prosegue Agostini – schieriamo Patapan e Cantastorie Muto (immagine tratta dal brano “Acqua dalla Luna”, ndr), anche se i fans più attenti sentiranno parlare di una Stai Su, che è però stata ceduta ad altra scuderia. Tutti gli appassionati, poi, conoscono Le Vie dei Colori, il cavallo che ci ha dato le maggiori soddisfazioni”.

Eccolo, il nome nuovo del galoppo italiano, la più bella realizzazione fino a questo momento dell'allevamento romano: “Le Vie Dei Colori – illustra Agostini – è stato per due volte giudicato il galoppatore italiano dell’anno; è caratterizzato da un posteriore molto potente, da un muso espressivo e da intelligenza e sensibilità del tutto particolari, oltreché da una certa propensione a far valere il suo ruolo di leader fra i cavalli della scuderia e ad approfittare delle attenzioni particolari che riceve. La separazione, necessaria per fargli continuare gli allenamenti in Inghilterra, è stata dolorosissima per tutti, specialmente per il caporale di scuderia, con il quale aveva stretto un eccezionale rapporto. Ma purtroppo è la strada necessaria per garantire ai nostri cavalli gli spazi e gli allenamenti di cui necessitano. Quanto alle nostre fattrici (attualmente due) sono dislocate presso primari allevamenti all’estero (America ed Irlanda) sia perchè non possediamo un “nostro allevamento” e/o azienda agricola e sia soprattutto perchè le migliori opportunità, intese come stalloni, pascoli, sono nei paesi “ippicamente più evoluti” come quelli sopracitati.

“Successivamente i puledri nati dalle nostre fattrici, per normative finalizzate a nazionalizzare la produzione ed usufruire pertanto di agevolazioni e contributi, vengono in Italia (più precisamente di norma in un allevamento vicino Roma nel Reatino) entro l’anno in cui sono nati". Torniamo a Claudio Baglioni: segue la vostra attività? “Sì, ma con discrezione, perché ogni suo arrivo alle Capannelle crea piccoli problemi di ordine pubblico per l’esuberanza dei suoi fans. Una volta venne e si emozionò per la vittoria di Dagli

Il Via, inizialmente riottoso a presentarsi alla partenza. L’episodio più recente risale al Gran Premio del Presidente di qualche settimana fa, quando tutti attendevano Le Vie Dei Colori, che invece deluse parzialmente, essendo ormai abituato a gareggiare su altre distanze. Ma ci fu la consolazione di Patapan, che si impose in un’altra corsa del programma”.

Esiste un rapporto fra i cavalli e la musica? “In Italia non mi pare che questa pratica sia diffusa; però nell’ultimo viaggio in Inghilterra abbiamo notato che nelle scuderie veniva mandata una musica in filodiffusione… direi né troppo aggressiva, né troppo sinfonica… la definirei la classica musica da filodiffusione”. Chissà se l’abitudine prenderà piede anche da noi”.

Infine qualche idea per un prossimo nome da dare ai vostri cavalli? “C’è un po’ di incertezza fra due brani dell’ultimo album: “Fianco a Fianco” e “Per Incanto”. A volte scherzo con Claudio, sfidandolo ad invertire i ruoli, cioè a fare lui la canzone sul nome nuovo che metterò a uno dei miei galoppatori…”.

Fonte: Marco Ortolani

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