Recensione di Hangar

E’ l’inizio di un viaggio, il viaggio nel proprio universo di “Viaggiatore sulla coda del tempo”. Luogo in cui stazionano gli aerei, l’hangar rappresenta una luogo da cui il viaggiatore vuole uscire per volare, aspettando il suo momento. Momento che non arriva, e l’hangar diventa quasi una prigione, mentre il viaggiatore ha sempre più voglia di viaggiare. E poiché non può uscire di lì viaggia nella sua fantasia, tra i ricordi piacevoli e non, tra gli affetti e le passioni della sua vita (Tu sei la sola cosa nobile dei miei giorni plebei). Musicalmente “Hangar” è caratterizzato da quella sonorità spaziale che caratterizza un po’ tutte le canzoni del Viaggiatore. Ritmo movimentato per sancire l’inizio di un viaggio del nostro cuore “tra un avvio e un rinvio”, tutto questo è “Hangar”.

Recensito da: Marco Cucaio





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